Dopo un viaggio di otto mesi e 567 milioni di chilometri, Curiosity atterrerà domani sul suolo marziano. Curiosity (tecnicamente Mars Science Laboratory, MSL) è il rover lanciato lo scorso 27 novembre dalla Nasa per svolgere un’importante missione: percorre alcuni chilometri di superficie e raccogliere campioni di roccia, per valutarne la composizione. Un’indagine che sarà utile a capire se in un passato l’acqua era presente sul pianeta e se esso era abitato da qualche forma di vita.

Si tratta, quindi, di una missione molto importante perché potrebbe darci la consapevolezza, in quanto forma di vita terrestre, di vivere in un sistema solare un tempo abitato anche in altri suoi luoghi, da altri esseri.

L’atterraggio del rover è previsto per le 6:30 di lunedì 6 agosto (ora italiana) e rappresenta una manovra così difficile da aver indotto la NASA a realizzare un video esplicativo dal titolo assai eloquente: “I sette minuti di terrore”. La ragione di tale scelta è presto detta: dall’impatto con l’atmosfera di Marte, che è molto più rarefatta di quella della Terra, all’atterraggio ci vogliono solo sette minuti. Ma siccome ce ne vogliono 14 perché i segnali radio inviati da Curiosity arrivino fino a noi (le onde radio viaggiano alla velocità della luce -300.000 km/s- ma devono comunque percorre centinaia di milioni di chilometri!), quando sapremo che Curiosity ha toccato l’atmosfera, in realtà esso (auspicabilmente) avrà già toccato il suolo . “Per sette minuti però -spiegano i responsabili della missione- non sapremo se sarà vivo o morto”.

Tecnicamente, le fasi d’atterraggio prevedono che la sonda entrerà nell’atmosfera marziana (130 km di quota) ad una velocità di 13.200 miglia orarie, circa 5.900 metri al secondo, protetta da due “scudi” per evitare che si disintegri. Per rallentare la sua corsa eccezionale, quando raggiungerà i 400 metri al secondo, verrà aperto un super-paracadute. A circa 3,7 km di altezza poi il guscio e il paracadute di staccheranno e l’ultima fase di frenata sarà affidata a quattro razzi laterali. Una sorta di gru stellare infine (a mo’ di cordone ombelicale) avrà il compito di poggiare Curiosity sulla superficie marziana. Pochi secondi dopo, salvo imprevisti, il rover dovrebbe confermare l’atterraggio e, scoppiate le ultime cariche esplosive per far volare via il cordone, essere libero di iniziare a muoversi e trasmettere le prime preziose informazioni. Da questo momento sarebbe operativo e avrebbe davanti a sé un intero anno marziano (circa due anni terrestri) di “vagabondaggi”.

L’attesa per questo spettacolare sbarco marziano è grandissima. L’intera missione, dal costo di due miliardi e mezzo di dollari ed anni di studi faticosi, è infatti affidata a questi pochi minuti cruciali. Come andrà a finire?