Un prodotto vale l’altro? Le scelte di consumo di ciascuno di noi sono ininfluenti? Niente affatto! E’ ormai consolidata, da anni di studi e ricerche, la tesi secondo cui i consumatori con le loro scelte di acquisto possono determinare piccoli o grandi cambiamenti nel mercato e nel modo in cui operano le aziende. Ogni decisione di acquisto, infatti, seppur apparentemente banale, porta con sé, in un mondo ormai globalizzato, questioni di portata planetaria, di natura sociale, politica e ambientale: chi sono le aziende dalle quali acquistiamo? Cosa fanno? Come trattano i propri dipendenti? Qual è il loro impatto sull’ambiente?

guida consumo critico (copertina)Conoscere queste informazioni non è facile, perché ovviamente le aziende tendono ad esaltare i propri meriti e a nascondere i loro comportamenti meno “brillanti”. Per fortuna negli ultimi anni molte associazioni ed enti no-profit stanno portando avanti delle ricerche in questo senso, per mettere a disposizione di tutti informazioni riguardanti le aziende e il loro operato. Una delle prime realtà che si è occupata di queste cose è il Centro Nuovo Modello di Sviluppo (CNMS), nato nel 1985. Sulla sua raccolta di dati e sulle sue ricerche si basa la Guida al Consuma Critico, uscita per la prima volta circa quindici anni fa.

Dopo già cinque edizioni e 150.000 copie vendute, è ora in uscita la nuova edizione che esamina oltre 2000 prodotti, rispetto ai quali possiamo sapere tutto: trasparenza dell’impresa, abuso di potere, responsabilità verso il Sud del mondo, sicurezza e diritti dei lavoratori, rispetto per l’ambiente, connessioni tra azienda e industria bellica, sostegno a regimi dittatoriali nei paesi oppressi, ricorso a paradisi fiscali, rispetto della normativa per la tutela del consumatore, rispetto per gli animali, eventuali campagne di boicottaggioo pressione già attivate verso l’impresa.

Lo scopo non è la mera denuncia ma l’offerta di un alternativa: uno strumento di acquisto consapevole e responsabile per incidere da protagonista sulle dinamiche economiche globali. Secondo la filosofia del progetto, infatti, l’atteggiamento critico deve essere esteso fino a mettere in discussione l’intero stile di vita. Bisogna passare dal consumo critico al consumo responsabile dove la sobrietà fa da sfondo a ogni scelta. Consumare meno è indispensabile per lasciare ai più giovani un pianeta vivibile e per consentire agli esclusi di risalire rapidamente la china. Non dimentichiamo -dice Francesco Gesualdi, coordinatore del CNMS- che tre miliardi di persone ancora sopravvivono tra mille sofferenze e hanno il diritto di mangiare di più, vestirsi di più, calzarsi di più, curarsi di più, studiare di più, viaggiare di più. Ma potranno farlo solo se il mondo occidentale accetterà di consumare meno.

Proprio per questo, la nuova edizione della Guida si apre con una nuova parte che dà consigli, a tutto tondo, su ciò che bisogna fare per consumare in maniera responsabile. Per dare il nostro piccolo/grande contributo al riequilibrio del pianeta, allora, cerchiamo di utilizzare questa responsabilità in tutte le fasi del processo: dalla decisione di comprare, alla scelta del canale di acquisto (centro commerciale, magazzino, negozio, bottega), dal tipo di prodotto acquistato alla cura nella gestione dei rifiuti prodotti. A seconda di come affrontiamo ciascuno di questi passaggi, il nostro consumo può avere un impatto ambientale pesante o leggero, può svolgere un ruolo sociale positivo o negativo.

Sapevamo che diventare protagonista era piacevole, ora sappiamo che è anche utile!