Oggi, 16 ottobre, si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione, istituita per la prima volta nel 1981. E’ un’occasione importante per riflettere su questo problema a due facce: da un lato gli 868 milioni di persone ancora malnutrite nel mondo, dall’altra i problemi di salute derivanti da obesità e cattiva alimentazione tipici dell’Occidente.

Quest’anno la FAO (l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di cibo ed agricoltura) sottolinea l’importante ruolo delle cooperative agricole nella lotta alla fame. Infatti, osservando che la maggior parte dei poveri vive di attività legate all’agricoltura, gli esperti sostengono che è necessario investire proprio su queste comunità -piccoli proprietari terrieri e cooperative agricole gestite da donne- per generare posti di lavoro e benessere. La fame, infatti, non si combatte (soltanto) sostenendo la crescita, perché finora il legame tra questa e una minore nutrizione è stato fragile e perché è necessario molto tempo affinché la ricchezza, prodotta nel mondo occidentale, arrivi ai beneficio dei paesi più poveri.

Estendere il diritto al cibo a tutti gli abitanti della Terra è, dunque, un obiettivo molto difficile. La demografia in crescita (nel 2045, secondo le stime attuali, saremo ben 9 miliardi di persone), i cambiamenti climatici e i prezzi in aumento dei beni alimentari come cerali e zucchero sembrano essere in contrasto con tale obiettivo. Per uscire da questo vicolo cieco occorre certamente investire nella scienza per aumentare la produttività delle colture (pur nel rispetto degli equilibri naturali esistenti) e nell’educazione alimentare.

Ad esempio, una cosa facile da mettere in pratica e che potrebbe contribuire alla causa comune sarebbe quella di consumare meno carne, nell’interesse della nostra salute (il consumo di carne in Italia è triplicato negli ultimi 50 anni) e dell’ambiente. Infatti, la produzione della carne è molto dispendiosa in termini di consumo di energia, acqua e terreno coltivabile. Per produrre un kg di proteine di carne di manzo occorrono mediamente 20 kg di proteine vegetali, il che significa che per ottenere un chilo di bistecca occorre coltivare una superficie agricola 20 volte maggiore di quella necessaria a ottenere un chilo di proteine vegetali. Il rapporto tra i pomodori e la carne di manzo è addirittura di 200 a 1!

Insomma per guardare al futuro con ottimismo niente di meglio, per noi fortunati italiani, che guardare al passato e alla fantastica e insuperabile…dieta mediterranea!

Proprio per l’importanza di una corretta alimentazione, che ha evidentemente effetti molto più ampi che sul nostro corretto metabolismo, Il Macaone dedicherà presto un piccolo speciale a questo argomento.

Intanto, ecco un antipasto: un video che spiega perché i vantaggi di una dieta proteica a base di insetti!

 

Il disegno in cima all’articolo invece è il vincitore del concorso per il miglior Poster per La Giornata mondiale per l’Alimentazione, al quale hanno partecipato 3621 ragazzi da 72 paesi diversi. Il tema del concorso era: Le cooperative agricole: la chiave per nutrire il mondo. In questa pagina puoi guardare i disegni selezionati