Gli e-lettori – Chi sono i lettori forti in Italia? Molti sbarreranno gli occhi nel leggere che la fascia di lettori più attivi sono proprio i ragazzi dagli undici ai quattordici anni, veri e propri consumatori di prodotti culturali: dai libri al cinema fino ad arrivare ai fumetti e alle nuove tecnologie. La cosiddetta generazione multitasking, ma anche “generazione digitale” non poteva non essere il target adeguato per il nuovo formato dei libri, ovvero gli e-book. Perché? Basta fare una semplice equazione: se l’e-book è il libro del futuro e i ragazzi dagli undici ai quattordici sono i lettori del futuro, allora si può dire che l’e-book sta ai ragazzi esattamente come Topolino sta alla Disney. Ok, non siamo proprio bravi in matematica, ce la caviamo di più con le lettere e in particolare con la lettura.

Al passo con i tempi – Così basta dare uno sguardo alle principali case editrici dedicate ai più giovani per scoprire che, per evitare di rimanere indietro, si affacciano anche loro sull’universo digitale. Dalla “Piemme” fino ad arrivare alla casa editrice “Salani”, che, pochi giorni fa (esattamente il 5 maggio), ha lanciato l’e-book della saga per anni in vetta alle classifiche dei libri più venduti, stiamo ovviamente parlando del maghetto di Hogwarts: Harry Potter. Disponibile sul sito “pottermore”, rivenditore esclusivo degli e-book della serie. Basta munirsi di un “e-borsellino”, o meglio, basta che mamma e papà lo facciano e il gioco è fatto, se trovano difficoltà, il sito offre anche una spiegazione video su come “fare a scaricare un libro digitale”.

Uno per tutto, tutti per uno – Il dispositivo è sempre lo stesso: lo schermo. Oggi sembra che con lo schermo si possa far tutto; si può giocare, si può leggere, si può chiacchierare con gli amici, strano che i computer ancora non siano riusciti a fare la cioccolata calda o il caffè, ma confidiamo che tra qualche anno serviranno anche a questo. Chiaro è che se lo schermo fa aumentare il numero di lettori o comunque tra i ragazzi lo mantenga stabile ad un numero elevato, ben venga.

C’è però da dire che, se i ragazzi cominciassero a fare tutto con lo schermo, dai giochi, fino ad arrivare ai compiti e alla lettura, potrebbero sentire la mancanza della carta e dunque questa potrebbe rappresentare una sorta di via di fuga e di sfogo, come dire: qualcosa di diverso. Infondo, stiamo pur sempre parlando di generazione multitasking. Una cosa è certa, ed è che il libro conserverà anche in futuro la sua funzione, quella di diffondere cultura e stimolare la fantasia e in quanto all’oggetto libro in sé sicuramente e ancor di più in futuro sarà sempre, come lo è oggi, un bene prezioso.

 

Chiara Podano