Il 23 ottobre tutte le classi terze della nostra scuola, la “Corrado Melone” di Ladispoli, si sono recate nell’Aula Consiliare del Comune, dove hanno avuto un incontro con lo speleologo, alpinista e documentarista di fama internazionale, Tullio Bernabei. Autore e regista di documentari televisivi, ha ideato e diretto vari programmi e serie televisive per RAI, Mediaset, La 7, Stream e Sky (TMC); ma anche National Geographic TV, NOVA PBS, Discovery Channel, Arte, La Cinquieme, RTBF, Planète, SBS e altri, ottenendo molti riconoscimenti e premi per il suo lavoro. Negli ultimi anni si è occupato di divulgazione scientifica per l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e il Dipartimento della Protezione Civile Italiana, realizzando inoltre ricostruzioni storiche di esplorazioni sotterranee per National Geographic Italia e La7. Capo spedizione e fondatore dell’Associazione di esplorazioni geografiche “La Venta”, Bernabei fu il giovanissimo capo degli speleologi che tentò di salvare il piccolo Alfredino a Vermicino nel 1981.

stalattiti grotteL’incontro è stato molto interessante perché ci ha permesso di conoscere come “nasce” una passione e di capire che impegnarsi con volontà, coltivando i propri interessi, permette di raggiungere grandi soddisfazioni nella vita, che altrimenti può risultare piatta e inutile. Tullio Bernabei, ci ha raccontato che proprio alla nostra età lesse per la prima volta il romanzo di Giulio Verne “Viaggio al centro della Terra“, un libro di avventura la cui trama raccontava di due ragazzi in viaggio verso il centro della Terra. Lo colpì, tra le varie avventure, la scoperta vicino al centro della Terra, di una caverna con cristalli e diamanti giganti. Non poteva certo immaginare, allora, che un luogo simile esisteva veramente e che egli stesso lo avrebbe esplorato, anche se tanti anni dopo aver letto quel libro.

Rilesse questo libro molte volte e cominciò ad approfondire i temi della speleologia. Verso l’età di quattordici anni, con alcuni suoi amici, andò a fare una passeggiata in un bosco e trovarono una grotta. Tullio si fece coraggio e fu il primo ad entrare. Quando ne uscì, tutti i suoi amici lo lodarono per il suo coraggio e lui si sentì felice … da quel giorno nacque la sua passione per la speleologia. Desiderava solo una cosa: scoprire nuove grotte e fare foto e video all’interno di esse. Durante l’incontro abbiamo avuto la possibilità di assistere alla proiezione di diversi brevi estratti di documentari che riguardavano scoperte ed esplorazioni effettuate dal nostro bravissimo ospite. Le immagini che scorrevano sullo schermo dalla sala consiliare del Comune erano incredibilmente belle ed affascinanti e ci hanno trasmesso emozioni indescrivibili.

Tra questi, un filmato meraviglioso parlava proprio della famosa Grotta dei Cristalli trovata mentre si scavava nella miniera di Naica, alla ricerca di argento, nel deserto di Chihuahua in Messico. Si tratta di un enorme geode a trecento metri di profondità, con cristalli di selenite (gesso) lunghi fino a 16 m e con un diametro di 2m, proprio come nel racconto di Verne! Lì le temperature sono altissime, sui 48°, e c’è anche una umidità del 100%, condizioni insopportabili che rendono il luogo impossibile alla sopravvivenza dell’uomo oltre pochi minuti di permanenza. Infatti un minatore, poco dopo la scoperta della caverna, provò a rubare un cristallo (il cui valore è elevato), ma il “taglio” proseguì per troppo tempo e lui morì “cotto” per perdita delle forze e per il troppo calore.

Per poter esplorare la grotta messicana Tullio ha dovuto progettare, insieme alla sua squadra, una tuta speciale con delle barre di ghiaccio interne che permettevano di raffreddare il corpo e l’aria che si andava a respirare. Questa tuta era stata testata in Italia nel forno di una autocarrozzeria! In questo modo è tornato in Messico per discendere in quella grotta con un limite di tempo di sopravvivenza più lungo ma sempre inferiore ad un’ora. Durante una delle esplorazioni, mentre la sua squadra di speleologi e ricercatori usciva dalla grotta, Tullio Bernabei volle proseguire perché aveva visto un’altra piccola entrata che poi scoprì essere il seguito della grotta con i cristalli. Mentre stava percorrendo questo tragitto l’areatore si spense, ma lui non si perse d’animo e, piano piano, quasi senza fiato, respirando lentamente, riuscì a raggiungere la sua squadra fuori della grotta quasi ormai senza forze. In effetti fare lo speleologo, anche se si è molto esperti, preparati e organizzati, comporta certamente molti rischi e bisogna avere tanto spirito di sacrificio e tanta voglia di avventura. Finora è stato esplorato solo un quinto della lunghezza della incredibile grotta, ma Tullio ci ha detto che questa grotta è destinata a scomparire. Infatti, al momento questa non è sommersa grazie al pompaggio dell’acqua che consente di mantenere libera la miniera d’argento limitrofa, ma il costo di questo pompaggio è esorbitante e quando la miniera sarà esaurita, le pompe saranno chiuse e la grotta diverrà irraggiungibile. Per lui è stato quindi meraviglioso poterla esplorare.

A salutarlo e salutarci è venuta anche la dottoressa Rita Paone, delegata all’istruzione, che ha portato anche i saluti del sindaco Paliotta. Assistere a questa importante conferenza sulla Speleologia è stato per noi ragazzi un’esperienza unica e indimenticabile. Tullio Bernabei, una personalità, ha parlato con tutti noi ragazzi in modo semplice e appassionato, catturando la nostra attenzione e guadagnando la nostra simpatia. Poi è fuggito via, dopo aver donato uno stupendo libro dal titolo “Meraviglie del mondo sotterraneo” di Francesco Dal Cin e Antonio De Vivo – La Venta exploring team, perché doveva prendere un volo per l’est Europa dove andava a filmare un nuovo documentario certamente stupendo come quelli che ci ha mostrato! Grazie a lui abbiamo scoperto quanto il nostro pianeta sia bello e ricco di sorprese!

Davide Sorrentino, Giorgia Palombi (classe 3A)