“Ci può essere qualche avventura più eccitante che salvare il mondo?” Assolutamente no, dunque vale la pena leggere Domitilla. Sos operazione terra di Jacopo Pasotti. Il mondo è in pericolo, la terra si sta per spaccare in due come un grande cocomero, ma l’aquila Domitilla ha la ricetta giusta per salvarlo. Ha bisogno solo di due braccia, o meglio quattro, in grado di procurare tutti gli ingredienti necessari. Così si rivolge a due bambini, Teresa e Antonio: “gli adulti sono complicati. Per questo abbiamo deciso di chiedere il vostro aiuto”. Occorrono sei ingredienti per curare la terra, sei come le sfere vitali del pianeta. Tutte sono reperibili in diverse parti del mondo e Teresa e Antonio hanno davanti una missione importantissima. Si parte. Il viaggio inizia mentre tutti dormono e si conclude al risveglio, sembra quasi un sogno, eppure non lo è.

Gli esseri umani si sono divertiti un po’ troppo a giocare con le sfere vitali, proprio come quel giocoliere che Teresa sogna prima di intraprendere il suo viaggio, eppure sono gli unici in grado di salvare il pianeta: “l’unica cura che conosciamo, possiamo ottenerla solo attraverso voi umani”. Quanti eroi ci sono in questo bel libro di Jacopo Pasotti, i giovani e coraggiosi Antonio e Teresa, ma soprattutto i ricercatori, il loro mantello è invisibile, si aggirano silenziosamente tra noi, ma quale eroe non fa lo stesso? Così i ricercatori sono davvero una sfera vitale dell’esistenza. Nel libro sono proprio loro a fornire tutti gli ingredienti necessari. Certo, i più anziani conservano la saggezza dell’esperienza, i più giovani sembrano dover ancora fare un po’ di strada eppure sono fondamentali come tutti gli altri. È la giovane ricercatrice dell’Università di New York ad aver trovato il sesto ingrediente, ma è l’anziana rettrice a convincerla a consegnarlo a Teresa e Antonio.

La Terra esiste da quattro miliardi di anni afferma il professor Stein, eppure noi in pochissimo tempo abbiamo fatto un pasticcio, forse perché non sappiamo volare e non sappiamo renderci conto di quanto questo mondo in realtà sia piccolo e come tutte le cose piccole ha bisogno di particolari cure.

Un viaggio intorno al mondo per salvarlo, un incontro tra culture differenti e tutte da scoprire prima che sia troppo tardi.
Edito da Scienza Express edizioni, il libro è illustrato magnificamente da Laura Martinuzzi – sono rimasta affascinata dalla rappresentazione dell’accoglienza dei piccoli monaci al monastero buddista – ed è un testo ricco dove ogni pagina è una pagina per apprendere. Non si impara solo che l’Himalaya è la più alta catena montuosa del pianeta, ma si mette in risalto come con la Terra non si possa giocare e soprattutto che esistano tanti eroi che, non portano forse il mantello, ogni giorno si prodigano per lei.

Le abbiamo fatto male, ma il libro ci regala un messaggio chiaro e di speranza: possiamo ancora fare qualcosa, perché alla fine è lo stesso essere umano ad essere per la Terra uno degli ingredienti fondamentali per salvarla, soprattutto se si tratta di giovani, perché gli adulti si sa, sono troppo complicati. E allora vale la pena accompagnare Antonio e Teresa nell’avventura più eccitante che ci sia: salvare il mondo.