Prosegue l’impegno dei ragazzi dell’istituto Bearzi di Udine nello studio dei grandi mammiferi del Friuli Venezia Giulia. Molti di loro si stanno preparando per la sfida di robotica a tema Alleanze Animali che li vedrà scendere in campo il 28 gennaio a Reggio Emilia, unici rappresentati della regione.

 

Chi ha paura dell’orso?
Conoscere il grade mammifero e le sue abitudini è il primo modo per non temerlo

Nel periodo autunnale, il Friuli ha conosciuto l’orso per le strade di Tarvisio, ma questo animale è davvero così pericoloso?
La presenza dell’orso certifica la straordinaria naturalità della nostra regione, ma allo stesso tempo può originare dei problemi all’uomo, in particolare ai pastori e apicoltori: può infatti cibarsi di pecore e distruggere le arnie, inoltre può avvicinarsi alle case dei paesi montani, e capita che cammini per le strade spaventando potenzialmente cittadini e paesani.
Tuttavia l’orso non è, come molti pensano, un carnivoro al cento per cento ma si nutre principalmente di vegetali, bacche, radici, germogli e funghi, oltre che di animali morti, insetti e rifiuti. Le pecore quindi non costituiscono la base della sua alimentazione. È un animale dalle abitudini notturne quindi la possibilità di incontrarlo, che è già di per sè molto remota dato la sua indole molto schiva, si riduce ancora di più.
L’orso è veramente così pericoloso in fatto di attacchi e di possibili incontri? La risposta è no: la paura verso questo grande mammifero deriva anche e soprattutto dalla scarsità di conoscenze sulle sue abitudini e necessità. Molte persone pensano che abbattere questi animali sia quindi l’unica soluzione per risolvere i problemi, ma l’unico vero problema da risolvere è la scarsa informazione.

Mattia Missana e Beatrice Iacobucci (2^A – #Saves)
Istituto salesiano G. Bearzi – Udine

 

 

Le malelingue uccidono l’orso
Informazione e tutela dei grandi carnivori in Friuli grazie a Università di Udine e Il villaggio degli Orsi

L’arco alpino italiano è interessato da un ambizioso progetto in fatto di grandi carnivori! Da anni, si cerca di favorire quelle condizioni ambientali ma soprattutto sociali, per riuscire a costituire una “meta popolazione” di orso bruno. Questo significa riuscire ad avere diversi orsi presenti in tutto il territorio montano che riescano a muoversi e a riprodursi.
Una vera e propria sfida considerando che questo meraviglioso animale in passato è stato cacciato dall’uomo fino alla sua quasi totale scomparsa e che progressivamente, ma molto lentamente sta aumentando, grazie ad alcuni progetti di reintroduzione (capofila la regione Trentino Alto Adige) e azioni di totale salvaguardia. In Friuli ne abbiamo circa una decina, molto pochi e tutti maschi, e provengono per lo più dalla vicina Slovenia e alcuni dal Trentino Alto Adige.

Molti Orsi, non essendo predati da altri animali, normalmente non muoiono per attacchi, bensì per malattie, cadute o mancanza (a volte) di cibo. Gli orsi periti per tali motivi però, non sono certo molti. Infatti gran parte dei decessi è causata dall’uomo tramite atti di bracconaggio. A ciò si aggiunge che le persone non sanno come comportarsi se per caso lo incontrano. Vedere questi mammiferi è una esperienza che può suscitare timore, ma è errato sparge la voce errata che l’orso sia una bestia feroce e violenta. Questo non fa che aumentare la paura e la voglia di non averlo nei propri territori.
Per risolvere questo problema c’è bisogno di informare il più possibile. Questo si può fare tramite escursioni e passeggiate con guide altamente informate, facendo posizionare fototrappole a bambini e adulti, in pratica coinvolgendo e attirando sempre più la gente a cui si forniscono le informazioni giuste e precise.

Un’associazione dedita a questo scopo è “Il villaggio degli orsi”, che si trova a Pulfero, in Friuli Venezia Giulia. Grazie all’Università degli Studi di Udine, l’associazione gestisce un centro visita e propone uscite didattiche-naturalistiche tematiche nelle Valli del Natisone e grazie all’appoggio anche del Parco Naturale delle Prealpi Giulie cerca innanzitutto di dimostrare come la presenza di questo grande carnivoro può essere una risorsa specialmente per la comunità locale. Io e la mia classe l’abbiamo conosciuto “Il villaggio degli orsi” attraverso delle lezioni speciali durante le quali abbiamo incontrato degli esperti ed è stato molto entusiasmante imparare cose nuove, soprattutto sui grandi mammiferi (orso, lince, sciacallo, lupo), che abbiamo in Friuli e in generale in Italia.

Emma Lusin
Istituto salesiano G. Bearzi