In Italia, su un patrimonio di 43.072 edifici scolastici, appena il 12,8% è stato costruito secondo criteri antisismici. Nel dramma di questi giorni, questo dato, contenuto nel rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, non può non trasmettere inquietudine. Soprattutto perché si tratta di un indicatore non isolato ma che si inserisce in un contesto negativo dato dal 39,4% degli edifici che avrebbe bisogno di un intervento di manutenzione urgente; dal 40% di essi costruito in zone sismiche; dal fatto che soltanto 1 scuola su 2 possiede i certificati di collaudo e idoneità statica; dal 65,1% delle scuole costruito prima dell’entrata in vigore delle prime norme antisismiche (1974), un quarto degli edifici addirittura prima del 1940.

Tuttavia, la buona notizia è che negli ultimi anni il Governo si è attivato per migliorare questo stato di cose, stanziando 7,4 i miliardi e avviando 27.721 interventi, anche se, secondo Legambiente, le riqualificazioni procedono troppo a rilento, soprattutto quelle relative all’adeguamento sismico e all’efficientamento energetico. Ci sarebbe bisogno -dice l’Associazione- di un’Anagrafe scolastica più efficiente, che contenga informazioni aggiornate sulle reali condizioni delle scuole, per capire meglio dove indirizzare i finanziamenti, vista anche la notevole differenza territoriale esistente, con gli edifici scolastici del Nord Italia mediamente in condizioni migliori rispetti a quelli del Sud.