Baby è il titolo della nuova serie TV di Netflix tutta italiana. Rilasciata recentemente, la storia racchiude in sé le vicende di giovani protagonisti di uno dei migliori quartieri della capitale. Lì dove la ricchezza e la reputazione contano davvero, gli adolescenti imparano ben presto che per diventare adulti, bisogna fare delle scelte difficili. Tra i banchi di scuola e le amicizie, i ragazzi cercheranno di condurre una loro vita, non sempre però in linea con le regole.

Dopo Suburra, è la seconda serie TV ad essere realizzata da Netflix con un cast tutto italiano. Se la prima raccontava le vicende di mafia, politici corrotti e droga, in Baby l’attenzione è rivolta a un altro caso di cronaca. Siamo nel 2013, quando i media italiani raccontano del scandalo di alcune ragazze dei Parioli intende a prostituirsi, anche tra uomini facoltosi e noti dell’ambiente romano.

Baby parte proprio da quelle vicende, aggiungendo altre storie di ragazzi e delle loro difficoltà. Dai problemi tipici della pubertà, alla droga, la difficoltà del parlare con i propri genitori, il sentirsi diverso in una società che non ti accetta. Non sono mancate le critiche, soprattutto perché per tanti la serie potrebbe avere un atteggiamento ambiguo sul tema dello sfruttamento sessuali. Alcuni utenti si sono lamentati del fatto che sia simile ad altre serie TV adolescenziali presenti su Netflix, come Élite e Riverdale.

Nonostante tutto, quel che certo è che Baby induce ad una riflessione profonda sul mondo dei ragazzi. Un modo per cogliere i loro problemi, anche quando questi sembrano inesistenti, e un monito per i ragazzi a parlare con chi potrebbe capirli.