Oggi compie quindici anni Telefono Arcobaleno, un’organizzazione o.n.l.u.s. (nota 1) che si occupa di difendere e tutelare i diritti inviolabili dei bambini, prevenendo e contrastando ogni forma di abuso e di sfruttamento sessuale.

È una questione delicata e complessa, che proprio per questa sua natura deve essere affrontata con il garbo e il rispetto che meritano le vittime, ma anche con franchezza e senso della realtà, armandosi di conoscenza, competenza, perseveranza, determinazione, attraverso uno studio e un’analisi costanti del fenomeno e attraverso un confronto diretto con il problema.

Parole d’ordine: tolleranza zero verso ogni forma di violenza e di sfruttamento dei bambini e opposizione ad ogni comportamento, azione, omissione, negligenza o negazione che possa in qualsiasi modo condurre alla sofferenza di un bambino.

È una questione che riguarda tutto il mondo, un mondo che si muove e comunica con sempre maggiore facilità e rapidità. Aspetto dello sviluppo tecnologico, questo, che noi tutti troviamo molto positivo, e che di fatto lo è. Ma, come sempre, ogni medaglia ha il suo rovescio. Ad esempio una delle forme di abuso dell’infanzia che ha preso piede con l’avanzare dello sviluppo tecnologico dell’informazione è quella dello sfruttamento dei minori per la produzione e successiva commercializzazione su internet di materiale pedopornografico (nota 2). Non che nell’era pre-rete non esistessero organizzazioni criminali dedite a questa attività, ma l’esistenza di un luogo virtuale attraverso cui commerciare o scambiare tale materiale ha prima di tutto amplificato le possibilità del mercato (il web è per sua natura internazionale), inoltre il carattere virtuale della rete fa percepire come meno reale, e più distante da noi, il problema. Ma i bambini che vengono usati, sfruttati, ridotti in schiavitù, maltrattati e abusati, sono bambini veri, che, sembra difficile immaginarlo, non vengono in alcun modo, e da nessuno, tutelati.

Guardando il lato della medaglia che ci piace di più: lo stesso sistema internet permette di seguire quei fili invisibili che conducono ai responsabili di tali atti criminali.

Telefono Arcobaleno si è specializzato negli anni a compiere, in sinergia con le forze dell’ordine e con gli altri organi competenti, questo tipo di indagini: attraverso una continua e attenta attività di monitoraggio della rete è in grado di segnalare con precisione i siti che riproducono immagini e filmanti di bambini sfruttati, affinché vengano chiusi i siti stessi e affinché i responsabili vengano puniti, ma soprattutto affinché non cresca una cultura che tolleri (o persino avalli) gli abusi sui minori e il loro sfruttamento sessuale.

Telefono Arcobaleno, dati alla mano, si rivolge ai governi e alle istituzioni di tutto il mondo allo scopo di ottenere il riconoscimento sociale della pedofilia on line quale moderna forma di riduzione in schiavitù.

A questa operazione di denuncia possiamo contribuire attivamente tutti quanti. Infatti navigando in internet può capitare (per fortuna raramente) che ci si imbatta in foto o filmati che ritraggano bambini in pose o atti sessuali. È una situazione che può ingenerare frustrazione e paura, ma possiamo fare qualcosa, liberandoci da queste spiacevoli sensazioni e al tempo stesso operando per il bene della comunità, segnalando il sito che contiene tale materiale agli esperti dell’associazione Telefono Arcobaleno.

Può sembrare una piccola goccia nell’oceano, ma il nostro contributo è determinante non solo perché così si chiude un sito che è nato e cresciuto a spese dell’integrità dell’infanzia, ma soprattutto per delineare il quadro completo del problema, e per risolverlo avendo sottomano dati sempre più precisi.

Il contributo più importante è senza dubbio quello volto alla crescita e allo sviluppo di una cultura del rispetto dell’infanzia.

Se in questi quindici anni Telefono Arcobaleno si è specializzato nel contrastare la pedofilia (nota 4) on line (nota 3), non ha mai voluto trascurare il complesso problema nella sua interezza, ed è così che l’organizzazione si impegna quotidianamente a diffondere informazioni corrette sulla questione e una cultura del rispetto dell’infanzia: proponendo incontri di sensibilizzazione e percorsi formativi di base rivolti a coloro che sono quotidianamente coinvolti nel processo di crescita e sviluppo dei bambini, in particolare alle scuole; percorsi formativi specialistici per figure professionali che già hanno competenze in merito alla tematica dell’abuso sull’infanzia, come pediatri, psicologi e assistenti sociali; corsi di formazione sulle tecniche investigative telematiche rivolti a magistrati e forze dell’ordine. Ma anche promuovendo modelli di intervento adeguati alla complessità del problema, confrontandosi con altre realtà che se ne occupano, ad esempio attraverso progetti di cooperazione internazionale. E ancora istituendo un Centro Studi e Ricerche dedicato al fenomeno, ancora in larga parte sconosciuto e spesso ignorato (un vero e proprio tabù), e pubblicando periodicamente un rapporto su tali studi.

È importante, infine, parlare di un altro strumento che coinvolge tutta la società ad affrontare il problema e a cercare di risolverlo attivamente: la linea nazionale contro l’abuso (numero verde gratuito 800 025777, dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 18.00), un servizio finalizzato all’emersione e alla corretta gestione di casi sommersi di abuso o di situazioni di disagio infantile in ogni sua forma. Può contattare la linea nazionale contro l’abuso, senza dover necessariamente fornire le proprie generalità, chiunque sia a conoscenza di situazioni del genere. L’accoglienza e la gestione delle telefonate è affidata a un’equipe composta da psicologi, psicoterapeuti e consulenti legali, che attiva tutti gli altri nodi della rete sociale di supporto, favorendo lo scambio costante di informazioni e la definizione progressiva di azioni integrate sul territorio.

Anche in questo caso si tratta di un servizio importante messo a nostra disposizione per contribuire a contrastare il fenomeno degli abusi sui bambini. Bambini che spesso sono accanto a noi, e che pur non portando un marchio visibile (o non facilmente riconoscibile), rischiano, senza un intervento tempestivo, di portare dentro loro stessi il peso di un marchio indelebile! Se non ci prendiamo la responsabilità sociale di accudirli, di assicurargli un futuro sereno, e a di consegnare alla collettività un mondo migliore…

Invito dunque voi ragazzi a girare questa notizia agli adulti che vi sono intorno (genitori, nonni, zii, insegnanti, istruttori di pianoforte e di nuoto….), e vi invito a prendere coscienza di un problema che da grandi sarete chiamati ad affrontare.

Con l’augurio che nel frattempo avremo già fatto, grazie ad organizzazioni come questa, grandi progressi.

Note

1. Organizzazione non lucrativa di utilità sociale

2. Qualsiasi rappresentazione di un minore in età prepubere in pose lascive, nudo o impegnato in atti sessuali

3. Attività di produzione, diffusione e commercio sulla rete internet di materiale pedopornografico. Coloro che producono questi materiali non sono necessariamente dei pedofili, pur commettendo un crimini efferato e crudele, mentre lo sono sicuramente i fruitori di questa “merce”. Purtroppo, infatti, si tratta di un vero e proprio mercato, che risponde alla regola della domanda/offerta, e che frutta ingenti quantità di denaro. Questo per dare un’idea dell’estensione e della complessità del fenomeno.

4. Condizione psicopatologica che consiste nell’attrazione sessuale da parte di un soggetto adulto verso bambini in età pre-puberale.
Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders DSM IV-TR, 2000.